Uso di asterisco e schwa
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha inviato a tutte le scuole una circolare per ribadire che nelle comunicazioni ufficiali è imprescindibile il rispetto delle regole della lingua italiana. L’uso di segni grafici non conformi, come l’asterisco (*) e lo schwa (ə), è in contrasto con le norme linguistiche e rischia di compromettere la chiarezza e l’uniformità della comunicazione istituzionale.
L’Accademia della Crusca ha, infatti, più volte evidenziato che tali pratiche non sono grammaticalmente corrette e che il loro impiego, specialmente nei documenti ufficiali, ostacola la leggibilità e l’accessibilità dei testi. L’uso arbitrario di questi simboli introduce elementi di ambiguità e disomogeneità, rendendo la comunicazione meno comprensibile e meno efficace.
Il Ministero invita, pertanto, tutte le istituzioni scolastiche a mantenere l’uso di un linguaggio corretto e accessibile, nel rispetto delle norme linguistiche vigenti.
Cos’è lo Schwa
Simbolo dell’alfabeto fonetico internazionale che viene indicato con la “e rovesciata” ə, lo Schwa, in linguistica, è definito come un suono vocalico medio. Questo suono, pur non esistendo nella lingua italiana, è presente in alcune lingue, come l’inglese moderno e il francese, e in diversi dialetti, soprattutto del Centro e del Mezzogiorno.
Sull’argomento si sono subito contrapposte due posizioni, favorevoli e contrari.
Già qualche anno fa Roberta D’Alessandro, abruzzese, professoressa di Sintassi e Variazione linguistica presso l’Università di Utrecht aveva dato ragione all’Accademia della Crusca. ″È sbagliato pensare che si tratti di un cambiamento in atto, si tratta di educazione linguistica, esattamente come quella che ci indica di segnare l’accento sulla è. L’accento sulla è, così come lo schwa, non sono parte della lingua: sono convenzioni ortografiche. Sbagliatissimo considerarle parte della lingua. La lingua è parlata e decisa dall’uso dei parlanti, non può mai essere imposta, e soprattutto deve essere acquisibile dai bambini che imparano. Una regola come quella dello schwa, nel sistema italiano che marca il genere binario e ha il maschile di default (cioè lo usa nei verbi impersonali o in quelli meteorologici) non è acquisibile.“
Anche una nutrita schiera di linguisti, di varie età, scuole ed indirizzi. Tra questi, Yasmina Pani, giovane glottologa e filologa ha inteso contribuire al dibattito con un volumetto pubblicato nel 2022 e intitolato Schwa: una soluzione senza problema. Scienza e bufale sul linguaggio inclusivo. Già il titolo rivela come la posizione dell’autrice, per altro più volte ribadita e argomentata sul blog personale, non ammetta deroghe e aperture.
Uno degli argomenti utilizzati dagli oppositori della schwa è che questo simbolo, inclusivo nelle intenzioni, finirebbe per danneggiare e quindi escludere chi soffre di dislessia e di altre patologie simili per i quali i discorsi con lo schwa diventerebbero incomprensibili.
Ovviamente associazioni Lgbtq+, sindacati e centrosinistra sono di parere contrario e parlano di battaglia ideologica e di una distrazione dalle vere emergenze del sistema educativo italiano e di un passo indietro sulla strada dell’inclusività.
Data pubblicazione: 27 Marzo 2025 => Ultimo aggiornamento
Autore: redazione
Categorie: Dirigenti Scolastici, Docenti, Genitori
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