Le Indicazioni Nazionali, una tentazione

Le scuole di ogni ordine e grado hanno bisogno di adeguarsi al sistema culturale e sociale, sempre in evoluzione e sempre più complesso e articolato, per affrontare le tematiche della contemporaneità e formare ragazzi in grado di orientarsi consapevolmente nelle scelte che man mano dovranno fare.

Il sistema scolastico italiano ha sfornato programmi ministeriali dalla sua istituzione fino agli anni 2000 e poi sono arrivate le Indicazioni Nazionali. La vicenda storica della discontinuità è legata alla logica, molto sentita in quegli anni, della riforma della pubblica amministrazione e della semplificazione amministrativa, avviata dalla LEGGE 15 marzo 1997, n. 59 e che trova il suo apice nella riforma del titolo V della Costituzione.

La legge 59/97, detta “Bassanini”, attribuisce agli istituti l’autonomia scolastica. Si tratta non di una autonomia ampia, come quella contestuale dei Comuni, ma di autonomia funzionale, funzionale alla realizzazione delle finalità e degli obiettivi del Sistema educativo nazionale di Istruzione. Si tratta quindi di una autonomia a metà: da un lato si offre una grande apertura, dall’altro si raccomanda che tale apertura ha precisi limiti. Infatti all’offerta della autonomia alle scuole, come formulata dal DPR 275/99, non ha fatto seguito la trasformazione conseguente e coerente dell’organizzazione scolastica che fa capo alla amministrazione centrale. Anzi, l’organizzazione centrale appare molto statica e ancora legata a vecchi schemi.

Le Indicazioni Nazionali per il Curricolo non sono il curricolo, ma sono il quadro di riferimento per l’elaborazione del curricolo di scuola, superando la logica dei programmi prescritti dall’alto. Attraverso le indicazioni nazionali ogni istituzione scolastica ha una cornice di riferimento entro la quale definire il proprio curricolo d’istituto.

Le tappe delle Indicazioni Nazionali per il curricolo iniziano con le Indicazioni Nazionali per il primo ciclo d’istruzione del 2004, il primo documento per la progettazione dell’attività didattica da parte del personale docente introdotto dopo il riconoscimento dell’autonomia alle istituzioni scolastiche.

Successivamente il ministro Fioroni, nel 2007, emana le Indicazioni  per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione in una fase sperimentale fino al 2009;  è un documento molto articolato, curato da Ceroni e Fiorin.

Nel 2012, viene emanato dal ministro Profumo il Regolamento recante indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione DM 16 novembre 2012, n. 254, tuttora in vigore. Si tratta di un documento che sostituisce le indicazioni del 2004 e ha come base per un lavoro di revisione e consolidamento le indicazioni 2007, integrato in uno scenario di civiltà più ampio. Fornisce un quadro di riferimento di grande valore, elaborato da un gruppo molto ampio di pedagogisti e uomini di scuola (i nomi si trovano nell’all.1 del citato DM 254/12).

Le Indicazioni rimangono un testo attuale per la visione pedagogica e le indicazioni didattiche, ispirato alle otto competenze chiave per l’apprendimento permanente individuate dalla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio d’ Europa del 18 dicembre 2006; contiene dichiarazioni di grande impatto culturale e sociale ed indicazioni operative per i gruppi docenti.

Prima di passare alle discipline e ai traguardi per lo sviluppo delle competenze per i vari segmenti scolastici, il documento fa una lunga e articolata premessa valida per scuola dell’infanzia e scuola del primo ciclo così suddivisa:

CULTURA SCUOLA PERSONA
La scuola nel nuovo scenario
Centralità della persona
Per una nuova cittadinanza
Per un nuovo umanesimo

Il paesaggio educativo è diventato estremamente complesso. Le funzioni educative sono meno definite di quando è sorta la scuola pubblica. In particolare vi è un’attenuazione della capacità adulta di presidio delle regole e del senso del limite e sono, così, diventati più faticosi i processi di identificazione e differenziazione da parte di chi cresce e anche i compiti della
scuola in quanto luogo dei diritti di ognuno e delle regole condivise. Sono anche mutate le forme della socialità spontanea,
dello stare insieme e crescere tra bambini e ragazzi. La scuola è perciò investita da una domanda che comprende, insieme,
l’apprendimento e “il saper stare al mondo”. E per potere assolvere al meglio alle sue funzioni istituzionali, la scuola è da tempo chiamata a occuparsi anche di altre delicate dimensioni dell’educazione. L’intesa tra adulti non è più scontata e implica la faticosa costruzione di un’interazione tra le famiglie e la scuola, cui tocca, ciascuno con il proprio ruolo, esplicitare e condividere i comuni intenti educativi.
Inoltre l’orizzonte territoriale della scuola si allarga…

Profilo delle competenze al termine del primo ciclo di istruzione

FINALITA’ GENERALI
Scuola, Costituzione, Europa
Profilo dello studente

Lo studente al termine del primo ciclo, attraverso gli apprendimenti sviluppati a scuola, lo studio personale, le esperienze
educative vissute in famiglia e nella comunità, è in grado di iniziare ad affrontare in autonomia e con responsabilità, le
situazioni di vita tipiche della propria età, riflettendo ed esprimendo la propria personalità in tutte le sue dimensioni.
Ha consapevolezza delle proprie potenzialità e dei propri limiti, utilizza gli strumenti di conoscenza per comprendere se stesso e gli altri, per riconoscere ed apprezzare le diverse identità, le tradizioni culturali e religiose, in un’ottica di dialogo e di rispetto reciproco. Interpreta i sistemi simbolici e culturali della società, orienta le proprie scelte in modo consapevole, rispetta le regole condivise, collabora con gli altri per la costruzione del bene comune esprimendo le proprie personali opinioni e sensibilità. Si impegna per portare a compimento il lavoro iniziato da solo o insieme ad altri.

L’ORGANIZZAZIONE DEL CURRICOLO
Dalle Indicazioni al curricolo
Aree disciplinari e discipline
Continuita’ ed unitarieta’ del curricolo
Traguardi per lo sviluppo delle competenze
Obiettivi di apprendimento
Valutazione
Certificazione delle competenze
Una scuola di tutti e di ciascuno
Comunita’ educativa, comunita’ professionale, cittadinanza

Dalle Indicazioni al curricolo
“Nel rispetto e nella valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, le Indicazioni costituiscono il quadro di
riferimento per la progettazione curricolare affidata alle scuole. Sono un testo aperto, che la comunità professionale è chiamata ad assumere e a contestualizzare, elaborando specifiche scelte relative a contenuti, metodi, organizzazione e valutazione coerenti con i traguardi formativi previsti dal documento nazionale.
Il curricolo di istituto è espressione della libertà d’insegnamento e dell’autonomia scolastica e, al tempo stesso, esplicita le scelte della comunità scolastica e l’identità dell’istituto. La costruzione del curricolo è il processo attraverso il quale si sviluppano e organizzano la ricerca e l’innovazione educativa.
Ogni scuola predispone il curricolo all’interno del Piano dell’offerta formativa con riferimento al profilo dello studente al
termine del primo ciclo di istruzione, ai traguardi per lo sviluppo delle competenze, agli obiettivi di apprendimento specifici per ogni disciplina.
A partire dal curricolo di istituto, i docenti individuano le esperienze di apprendimento più efficaci, le scelte didattiche più
significative, le strategie più idonee, con attenzione all’integrazione fra le discipline e alla loro possibile aggregazione
in aree, così come indicato dal Regolamento dell’autonomia scolastica, che affida questo compito alle istituzioni scolastiche.”

I docenti
La presenza di insegnanti motivati, preparati, attenti alle specificità dei bambini e dei gruppi di cui si prendono cura, è un
indispensabile fattore di qualità per la costruzione di un ambiente educativo accogliente, sicuro, ben organizzato, capace di suscitare la fiducia dei genitori e della comunità.
Lo stile educativo dei docenti si ispira a criteri di ascolto, accompagnamento, interazione partecipata, mediazione comunicativa, con una continua capacità di osservazione del bambino, di presa in carico del suo “mondo”, di lettura delle sue scoperte, di sostegno e incoraggiamento all’evoluzione dei suoi apprendimenti verso forme di conoscenza sempre più autonome e consapevoli. La progettualità si esplica nella capacità di dare senso e intenzionalità all’intreccio di spazi, tempi, routine e attività, promuovendo un coerente contesto educativo, attraverso un’appropriata regia pedagogica.
La professionalità docente si arricchisce attraverso il lavoro collaborativo, la formazione continua in servizio, la riflessione
sulla pratica didattica, il rapporto adulto con i saperi e la cultura. La costruzione di una comunità professionale ricca di
relazioni, orientata all’innovazione e alla condivisione di conoscenze, è stimolata dalla funzione di leadership educativa della dirigenza e dalla presenza di forme di coordinamento pedagogico.

LA SCUOLA DELL’INFANZIA
I bambini, le famiglie, i docenti, l’ambiente di apprendimento
I campi di esperienza
…..
Dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria

LA SCUOLA DEL PRIMO CICLO
Il senso dell’esperienza educativa
L’alfabetizzazione culturale di base
Cittadinanza e Costituzione
L’ambiente di apprendimento
……….

Il documento esplicita un sistema educativo con una progettazione per competenze, dove l’alunno è coinvolto attivamente nella costruzione del sapere.  Significa passare da uno stile di insegnamento che non trasmette più semplicemente nozioni, dati, formule e definizioni da imparare a memoria ad un apprendimento dove gli alunni sono co-costruttori del proprio sapere, in quanto imparano in modo significativo, autonomo e responsabile, fanno ricerca, sviluppano le loro curiosità, fanno ipotesi, collaborano, affrontano e risolvono problemi insieme ai loro compagni.

Viene sottolineata la dimensione verticale dell’intero impianto curricolare, l’unitarietà che deve saldare in un percorso coerente universi scolastici un tempo separati e caratterizzati da culture scolastiche ed organizzative anche piuttosto distanti tra loro.

Solo le competenze, così come sono definite e normate nel testo ministeriale, possono garantire alle nuove generazioni di diventare adulti consapevoli, in grado di riconoscere e affrontare le evoluzioni imprevedibili del mondo complesso che li attende[1] 

Nel 2018 è stato poi elaborato, a cura del Comitato Scientifico Nazionale per le Indicazioni Nazionali per il curricolo, ministro Fedeli, un documento dal titolo Indicazioni nazionali e nuovi scenari che non ha riscritto le indicazioni ma ne ha enfatizzato la dimensione di cittadinanza. Il tema della cittadinanza viene affrontato come il punto di riferimento costante per tutte le discipline che concorrono a definire il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione in una prospettiva verticale. Si fa riferimento anche all’Agenda 2030.

“Dopo il primo quinquennio di vita delle Indicazioni Nazionali, è opportuno metterne in luce gli aspetti di fecondità, capaci di orientare l’educazione anche negli scenari sopra illustrati.
È utile che i Collegi dei Docenti riprendano in modo diffuso e sistematico la riflessione sul testo delle Indicazioni, sul senso dell’istruzione e dell’educazione, sulle caratteristiche degli ambienti di apprendimento e sulle didattiche più adeguate a perseguire tali finalità.
Sono numerosi i passaggi della Premessa delle Indicazioni 2012 che offrono spunti di riflessione del tutto attuali sul ruolo della scuola nella società e sul significato dell’istruzione per la formazione della persona e del cittadino, suggerendo nel contempo modalità di progettazione e pianificazione dell’offerta formativa”

A ottobre 2024 il ministro Valditara ha emanato le Linee guida per le discipline STEM per introdurre nel piano triennale dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche azioni dedicate a rafforzare le competenze matematico-scientifico-tecnologiche e digitali attraverso metodologie didattiche innovative.

Nelle ultime settimane (gennaio 2025) il Ministero dell’Istruzione, sotto la guida del ministro Giuseppe Valditara, si appresta a introdurre le Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola, che entreranno in vigore nell’anno scolastico 2026-27. Le proposte, elaborate da una Commissione appositamente istituita, puntano a una revisione significativa dei programmi scolastici, con un focus rinnovato sulle materie umanistiche e un’attenzione particolare alla storia e alla letteratura italiana. La proposta è stata solo anticipata alla stampa ma il documento non è ancora pubblico perché non ha concluso l’iter legislativo.

Sono stati pubblicati dal ministro Gelmini i documenti riguardanti il secondo ciclo di istruzione e formazione attraverso il DPR n. 89/2010 (licei), DPR n. 88/2010 (istituti tecnici), DPR n. 87/2010 (istituti professionali). Quest’ultimo è stato oggetto di revisione con il D.Lgs. n. 61/2017 discendente dalla Buona Scuola.

Prossimi obiettivi saranno legati all’applicazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU attraverso il Piano RiGenerazione Scuola, già entrato, con l’articolo 10 del D. Lgs 8 novembre 2021 n. 196, a far parte dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche.

Bibliografia

Italo Fiorin, Mario Castoldi, Damiano Previtali, “Dalle Indicazioni al curricolo scolastico”, La Scuola, 2013.
S. Loiero e M. Spinosi (a cura di), “Fare scuola con le Indicazioni”, Giunti Scuola-Tecnodid, 2012.

Indicazioni Nazionali – Luisa Treccani
Indicazioni nazionali per il curricolo – Scuola7.it


[1] Indicazioni Nazionali – Luisa Treccani



Data pubblicazione: 28 Gennaio 2025 => Ultimo aggiornamento

Autore:

Categorie: Approfondimenti, Dirigenti Scolastici, Docenti

Tag: