Nuove indicazioni nazionali

Dopo l’annuncio è stato finalmente pubblicato il documento di apertura della consultazione sulle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. La Commissione incaricata della redazione del nuovo testo, istituita con D.M n. 47 del 18 marzo 2024 e presieduta dalla Prof.ssa Loredana Perla (uniba), è composta da studiosi di area pedagogica, coadiuvata nei lavori da singole Commissioni di esperti di area disciplinare (nominate con decreto ministeriale 9 agosto 2024, n. 173).
Ora si avvia la fase di consultazione con le associazioni professionali e disciplinari, con le associazioni dei genitori e degli studenti e con le organizzazioni sindacali della scuola. Dall’anno scolastico 2026/2027 sostituiranno le indicazioni adottate nel novembre 2012.

Esaminando i documenti delle Indicazioni 2012 e 2025 salta agli occhi, prima di entrare nel merito, che quest’ultimo ha un numero di pagine più che doppie rispetto al precedente.

Il documento comprende: Premessa culturale generale delle Nuove Indicazioni, Finalità della scuola dell’infanzia e del primo ciclo, Profilo dello studente, L’organizzazione del curricolo, Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia con i 5 campi di esperienza, l’introduzione Dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria e le discipline.

La maggiore lunghezza è dovuta in modo particolare alla articolazione più dettagliata delle discipline ed anche alla presenza di discipline nuove, come Latino per l’educazione linguistica (LEL) e Istruzione integrata STEM, o diversamente articolate come Seconda Lingua comunitaria e Strumento musicale. Una lunga appendice chiarisce meglio alcune scelte in relazione alla situazione scolastica degli altri paesi europei.

La premessa culturale

La premessa culturale fa riferimento alla Costituzione e alla centralità della persona, come nelle Indicazioni precedenti. Di qui la fondamentale azione della scuola nel promuovere l’identità personale, culturale, relazionale e partecipativa della persona umana, attraverso un patto di corresponsabilità con la famiglia.

Un capitolo specifico è rivolto al ruolo dell’insegnante, definito volano del desiderio di apprendere di un allievo. L’allievo, infatti, non sceglie di desiderare di imparare, sceglie il modello che sa stimolarlo in tale direzione.

Finalità principale della scuola è l’acquisizione delle conoscenze e delle abilità fondamentali per sviluppare le competenze culturali di base nella prospettiva dello sviluppo integrale della persona e dei suoi talenti. Il che significa imparare a governare il bene inestimabile della libertà, il valore caratteristico più importante dell’Occidente e della sua civiltà sin dalla sua nascita, avvenuta fra Atene, Roma e Gerusalemme. La libertà non è solo autodeterminazione individuale, ma la possibilità di autodeterminarsi nei diritti e nei doveri: principio universale che fa il paio col principio pedagogico dell’autogoverno, di matrice attivistica, che sottende gli approcci didattici contemporanei. Grazie al lungo allenamento all’autogoverno garantito negli anni di frequenza scolastica, e in virtù delle ‘regole’ (regole di comportamento, ma anche regole tratte dai contenuti e dai metodi delle stesse discipline, come, p.e., le regole di grammatica), l’allievo interiorizza il senso del limite e un’etica del rispetto verso il prossimo, gli anziani, i più deboli, che ha nella solidarietà e nella fraternità due luminosi fari di orientamento. L’educazione alle differenze di genere ha come obiettivo il rispetto ed è l’unico antidoto alla violenza di genere.

La scuola si trova a svolgere il ruolo di presidio dell’umanesimo e di luogo di elaborazione di culture educative attente a dimensioni quali la cura di sé e dell’ambiente, la creatività, l’immaginazione, il senso critico necessari a fronteggiare e governare l’universo in espansione delle tecnologie con istruzione qualitativamente elevata e ‘sapienza del cuore’.

Il latino nella scuola secondaria di I grado, l’ampliamento contenutistico e metodologico di letteratura e grammatica, le connessioni pluri e interdisciplinari fra le discipline STEM e le arti, la musica, sono scelte delle Nuove Indicazioni funzionali a una formazione che aiuti gli studenti a maturare visioni complesse sui problemi contemporanei e sguardi interdisciplinari sui grandi oggetti della conoscenza – l’universo, il pianeta, la natura, la vita, l’umanità, la società, il corpo, la mente, la storia – salvaguardando l’umano in tutte le sue sfaccettature. La scuola, le sue relazioni, i suoi saperi costituiscono il miglior antidoto contro tale rischio, equipaggiando gli studenti a presidiare il bene incommensurabile della loro libertà, anche nei confronti dell’AI.

Nelle scuole del primo ciclo di istruzione la scrittura è fondamentale e va curata con particolare attenzione, a partire dall’apprendimento del corsivo e della calligrafia, perché agevola lo sviluppo della coordinazione oculo-manuale, allontana i bambini dagli schermi e permette di tutelare gli spazi vitali dell’esperienza concreta, ingrediente necessario, specie nella scuola primaria, per affinare pensiero e ragionamento.
È universalmente nota la correlazione fra saper scrivere e saper concettualizzare, studiare, capire un discorso. La scrittura è molto più che una tecnologia della parola: è saper strutturare il pensiero in un orizzonte di senso che è anche introspezione, cura di sé. Ed è avviamento al pensiero riflessivo.
Scrivere mette, inoltre, in discussione il mito della velocità: richiede silenzio, concentrazione, lentezza
.
L’invito a riscoprire l’esercizio del riassunto, fondamentale per apprendere a scrivere e a pensare. Il riassunto è una riscrittura di tipo ‘esterno’, in cui lo studente non si pone più problemi di ‘creatività di pensiero’, bensì problemi di ‘creatività di forme’.

Molto viene dato alla progettualità per l’inclusione scolastica, a prescindere dalle disabilità certificate. Essa si realizza attraverso la personalizzazione, la cultura organizzativa coerente, le tecnologie didattiche.

Le Nuove Indicazioni nazionali intendono promuovere e consolidare le competenze culturali basilari e irrinunciabili tese a sviluppare progressivamente, nel corso della vita, le competenze-chiave europee 2018, dettagliate nel profilo dello studente.

L’organizzazione del curricolo

L’ordinamento scolastico tutela la libertà di insegnamento (art. 33) ed è centrato sull’autonomia funzionale delle scuole (art. 117). Con le Nuove Indicazioni nazionali si fissano gli obiettivi generali, gli obiettivi specifici di apprendimento e le relative competenze di uscita degli allievi per ciascun campo di esperienza e disciplina. In più si suggeriscono conoscenze, indicazioni metodologiche, moduli di apprendimento interdisciplinari e ipotesi di ibridazioni tecnologiche per agevolare il lavoro di progettazione del curricolo verticale di istituto.

nemo dat quod non habet Nessuno dei grandi maestri della storia, da Dante a San Francesco, da Michelangelo a Montessori, ha mai insegnato nulla se non attraverso la propria viva testimonianza.

non multa, sed multum. Non occorre insegnare tante cose, non sempre comprese dagli studenti, ma poche ed essenziali conoscenze, approfondite in aula con grande accuratezza e dovizia di esperienze di apprendimento.

Nel documento le discipline non sono aggregate in aree precostituite ma sono presentate singolarmente seguendo una struttura precisa, ad alta leggibilità … e rispecchiante l’originalità delle didattiche delle diverse discipline: premessa culturale disciplinare (perché si studia una determinata disciplina), finalità della disciplina (comprensive degli obiettivi generali del processo formativo), Osa (obiettivi specifici di apprendimento), competenze attese, suggerimenti in termini di conoscenze, metodologie, moduli interdisciplinari di apprendimento, ipotesi di ibridazione tecnologica del curricolo verticale.
In ogni disciplina le conoscenze sono aggregate per nuclei fondanti (concetti ritenuti fondamentali in ogni disciplina) verticalizzati nei gradi per agevolare il lavoro di progettazione del curricolo.
Le traiettorie per l’innovazione, novità delle Nuove Indicazioni, sono state concepite a supporto del lavoro progettuale del curricolo verticale di istituto, nel massimo rispetto dell’autonomia e della creatività degli insegnanti e della collegialità del processo decisionale scolastico.

Nelle Nuove Indicazioni emerge una didattica … che fa sempre più corpo con i saperi fondamentali che entrano nei processi di insegnamento-apprendimento con maggiore incisività e consapevolezza epistemologica e con una mediazione di marca costruttivistica, promotrice del protagonismo degli studenti e supportata da ambienti di apprendimento innovativi.

Nella interazione fra premessa culturale generale, premesse culturali disciplinari e obiettivi specifici di apprendimento delle discipline emerge la sostanza di un’idea di scuola intesa come presidio dei saperi da insegnare e laboratorio per la costruzione di culture educative e di apprendimenti attivi e partecipati: la scuola delle Nuove Indicazioni è scuola di cultura che fa capo ai diversi saperi e crea le forme di apprendimento di una cittadinanza responsabile, consapevole di diritti ma anche, parimenti, di precisi doveri.

La valutazione nella scuola del primo ciclo si configura come un processo educativo complesso, dinamico, collegiale e multidimensionale, che accompagna lo studente nella costruzione della propria identità e nel riconoscimento delle proprie potenzialità. In quanto atto pedagogico, culturale e regolativo che pone al centro la valorizzazione dello studente e il riconoscimento della sua unicità, la valutazione, come noto, non si esaurisce nel rilevare e misurare ciò che l’alunno sa o sa fare, ma diviene strumento che mira a far emergere progressi, criticità e potenzialità inespresse.

Le Nuove Indicazioni nazionali intendono promuovere una cultura della valutazione, basata sulla corresponsabilità, il cui fine ultimo resti sempre quello di sostenere l’apprendimento, promuovere la crescita e valorizzare le potenzialità individuali. La certificazione tiene conto della valutazione degli apprendimenti e la certificazione delle competenze.

INDICAZIONI NAZIONALI PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA

Viene mantenuta la struttura dei “campi di esperienza”, introdotta dagli Orientamenti dell’attività educativa nelle scuole materne statali (Decreto Ministeriale 3 giugno 1991). Nelle indicazioni 2012 la scuola dell’infanzia si pone la finalità di promuovere nei bambini lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza e li avvia alla cittadinanza. Nelle Nuove Indicazioni questi temi vengono visti nella prospettiva della società complessa, nella consapevolezza che proprio l’esperienza mediata didatticamente offre occasioni di maturazione di un pensiero critico-riflessivo e di germinazione delle successive conoscenze disciplinari, come affermato dalla tradizione pedagogica moderna fin da Giovanni Amos Comenio.

La scuola dell’infanzia si trova oggi ad operare in una società complessa e in forte cambiamento, chiamata a fronteggiare sfide come quelle delle nuove modalità di fare famiglia e di essere genitori (in ragione delle differenze legate a scelte culturali, etiche, personali), della sostenibilità, della lotta alle disuguaglianze e alle nuove povertà, dell’inclusione, dell’interculturalità e del plurilinguismo, della diffusione dei nuovi media, della cultura digitale e dell’intelligenza artificiale, di un mercato del lavoro sempre più mutevole. Per questo motivo,… l’esercizio di un’azione inclusiva, quale dimensione strutturale e funzionale della scuola dell’infanzia, avviene nella consapevolezza dei processi di coevoluzione dei contesti educativi, scolastici e sociali, dell’importanza di gestire con intenzionalità pedagogica gli inevitabili rischi e tensioni insiti nella negoziazione quotidiana delle differenze.

Le nuove indicazioni fanno esplicito riferimento alla Legge 92/2019, al DM 7 settembre 2024 e al Sistema europeo di educazione e cura della prima infanzia (ECEC). In tale direzione, i campi di esperienza concorrono alla realizzazione del curricolo quotidiano, inteso come concretizzazione del curricolo verticale nella scuola dell’infanzia, con particolare riguardo all’organizzazione degli spazi, dei tempi e dei gruppi di apprendimento. Secondo, inoltre, quanto affermato dalla Legge 92/2019 e ripreso dalle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica (Decreto Ministeriale 7 settembre 2024), i campi di esperienza promuovono “iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza”, relative ai temi dell’identità personale, del rispetto di sé e degli altri, del senso di appartenenza ad una comunità più ampia, della salute, dell’alimentazione e dell’igiene, del benessere, della sicurezza, della prima conoscenza dei fenomeni culturali, dei diritti e dei doveri, della cura del patrimonio artistico e culturale, del decoro urbano.

Nelle Nuove Indicazioni si fa riferimento al Sistema integrato “zerosei” del 2021. Come affermato dalle Linee pedagogiche per il sistema integrato “zerosei”, le dimensioni della professionalità dell’insegnante di scuola dell’infanzia sono riconducibili al profilo di un adulto accogliente, in ascolto, incoraggiante, responsabile, partecipe e “regista” di una didattica finalizzata all’educazione indiretta (principio già presente nella pedagogia moderna di Fénelon e di Jean Jacques Rousseau, poi ripreso da Maria Montessori). Le diverse competenze professionali trovano un proprio punto di convergenza nell’esercizio di una solida responsabilità educativa nella promozione della personalizzazione dei processi di insegnamento-apprendimento, con particolare attenzione a bambine e bambini con disabilità e con Bisogni Educativi Speciali, allo scopo di favorire la loro crescita personale e sociale nella più ampia comunità educante.

Il gioco può rappresentare un deterrente nei confronti di un uso smodato e troppo prolungato delle nuove tecnologie, che ha effetti negativi sulle connessioni neurali e sulla gestione delle emozioni nei più piccoli.

L’istruzione integrata STEM riguarda anche l’infanzia. In questa fase, l’apprendimento avviene principalmente attraverso il gioco e l’osservazione, con attività ludiche pratiche che stimolano la curiosità naturale del bambino. L’esplorazione sensoriale e la manipolazione di materiali aiutano a sviluppare il pensiero logico e la capacità di classificazione, ponendo le basi per un futuro apprendimento scientifico strutturato.

Le discipline

Le discipline rappresentano la parte delle Indicazioni 2025 in cui c’è maggiore differenza con le Indicazioni precedenti:

  • – per quanto riguarda l’introduzione di nuove discipline come il LEL (latino per l’educazione linguistica) e l’Istruzione integrata STEM e anche per la trattazione come discipline autonome della seconda lingua comunitaria e di strumento musicale;
  • – per l’introduzione a ogni disciplina di “Perché si studia” e “Finalità della disciplina” (saperi fondanti);
  • – per l’accentuazione di aspetti disciplinari e la maggiore specificità degli stessi;
  • – per le indicazioni sui contenuti, anche abbastanza dettagliate;
  • – per la presenza, a completamento di ogni disciplina, di MODULI INTERDISCIPLINARI DI APPRENDIMENTO, SUGGERIMENTI METODOLOGICO-DIDATTICI PER I DOCENTI e SUGGERIMENTI DI POSSIBILI IBRIDAZIONI TECNOLOGICHE

Italiano

Presenta due campi: la lingua come alfabetizzazione funzionale e primo strumento di comunicazione e di accesso alla conoscenza; la letteratura che ha lo scopo di fare in modo che gli studenti prendano gusto alla lettura, e che da ciò che leggono ricavino gli strumenti per capire meglio sé stessi e il mondo.

La lingua comprende anche l’insegnamento utile e intelligente della grammatica, che deve trasmettere all’allievo, prima ancora delle regole, e assieme ad esse, il sentimento dell’importanza della correttezza linguistica e formale in contesti diversi. Questa attenzione alla buona comunicazione si trasforma in maniera spontanea in un positivo autocontrollo che perdura per tutta la vita.

Leggere testi letterari che contengono idee intelligenti aiuta chi li legge a diventare intelligente a sua volta, intendendo la parola
intelligenza nel senso più ampio del termine… La conoscenza della letteratura è insomma, tra le altre cose, anche un buon viatico per una cittadinanza matura.
..
Questa formazione prenderà dunque spunto da testi di varia natura (narrativi, argomentativi, poetici, drammatici) e di varia provenienza, ma è chiaro che una parte cospicua delle letture degli studenti dovrà avere per oggetto opere della tradizione culturale italiana: familiarizzarsi con questa tradizione li metterà nella condizione di conoscere più a fondo il Paese nel quale vivono e la lingua nella quale si esprimono.
Si tratterà non soltanto di libri ma anche di fumetti, silent book, graphic novel, canzoni, brani di sceneggiatura, e in generale qualsiasi testo possa accendere negli studenti l’interesse e l’amore per la parola scritta.

Nella primaria per fare in modo che gli studenti imparino a leggere e a scrivere correttamente non occorre affidarsi soltanto a testi meramente strumentali. La letteratura per l’infanzia offre un ampio repertorio di possibilità: da questi testi semplici ma integralmente letterari gli studenti possono trarre ispirazione per scrivere a loro volta: e potranno essere testi creativi oppure testi nei quali si descrivono le proprie idee, sentimenti, esperienze. Saranno testi in prosa e testi in verso – forme elementari di poesia come gli slogan, le filastrocche, gli scioglilingua, gli haiku, le canzoni. Ma potrà anche essere ‘poesia da grandi’, purché comprensibile a studenti molto giovani: non
mancano testi di Saba o Valeri o Gozzano o Govoni o Pascoli o Penna o Lamarque che possano anche essere letti da loro, con la mediazione dell’insegnante, e anche ogni tanto imparati a memoria perché se ne apprezzino il ritmo, la musicalità.
Perché gli studenti si familiarizzino con la lettura, è opportuno che l’insegnante incoraggi alla lettura integrale di almeno due brevi libri l’anno, eventualmente in parte letti in classe o nella biblioteca scolastica, organizzando a lettura finita una discussione collettiva, anche aiutandosi con immagini e brevi filmati, ed evitando invece forme coercitive di rielaborazione scritta o ‘scheda’. La lettura integrale deve sviluppare negli studenti l’allenamento alla lettura di testi lunghi e, soprattutto, la curiosità di vedere come va a finire la storia
(una curiosità che evapora nella lettura antologica). In quest’ottica, sono strumenti ideali la fiaba, il fumetto, il racconto lungo, il romanzo breve o lungo di avventura o di magia (da Zanna bianca a Harry Potter).

Nella scuola secondaria di primo grado occorre affinare le capacità di lettura e di scrittura; in più, imparare a valutare la qualità di un testo, e a distinguere tra testi letterari e non letterari.
È opportuno leggere insieme agli studenti, in classe, ad alta voce, e far leggere loro a casa testi di buona qualità, sia che si tratti di testi argomentativi sia che si tratti di testi creativi: l’epica classica, convenientemente semplificata (Omero più di Virgilio); la mitologia greca e orientale; le saghe nordiche; ma anche, se piacciono, i romanzi cavallereschi medievali e rinascimentali, dal ciclo di re Artù al Furioso di Ariosto, per esempio, incoraggiando sempre il confronto con la loro resa teatrale, cinematografica, televisiva, fumettistica. Oltre alle
antologie scolastiche, vari siti di associazioni culturali propongono testi adatti al pubblico degli adolescenti, anche prelevati dal repertorio del graphic novel e della narrativa young adult. Ma i classici moderni, letti integralmente in classe o a casa, sono sempre una buona opzione: Pinocchio, L’isola del tesoro di Stevenson, i romanzi di Jules Verne, un po’ di buona fantascienza e di buon horror (Stephen King, per esempio, o Asimov), il fantasy di Harry Potter o le saghe di Percy Jackson: inutile, in questo caso, creare un ‘canone italiano’, meglio scegliere i buoni libri anche e soprattutto dalle letterature straniere.

L’allenamento alla lettura già avviato alla scuola primaria proseguirà dunque con la lettura integrale di almeno tre libri all’anno, restando fermo il proposito di migliorare la padronanza della lingua scritta e parlata e di abituare lo studente alla lettura di testi di buona qualità.

Ancora più importante è imparare a usare bene la rete. Bene, vale a dire in modo da sfruttarla con intelligenza per ricavarne informazioni attendibili e contenuti interessanti. È un compito difficile, perché naturalmente gli studenti usano la rete a tutt’altro scopo, ma è un tentativo che va fatto, e che può avere successo. Dal momento che per lo più ignorano i giornali di carta, vanno indirizzati ai siti dei giornali più autorevoli (dato che imparano almeno una lingua straniera, anche a quelli scritti in quella lingua), e poi guidati nell’uso di siti come RaiPlay o RaiPlayRadio, che contengono moltissimo materiale relativo alla letteratura.

LATINO PER L’EDUCAZIONE LINGUISTICA (LEL)

Ripensare il ruolo delle discipline classiche nella scuola del XXI secolo è compito necessario e quanto mai attuale, perché incrocia questioni basilari come la conoscenza e la valorizzazione della lingua e della cultura italiana, anche in prospettiva storica, e il rapporto tra la cultura italiana e quelle europee.
Occorre perciò agire sulla motivazione, suscitando interesse e passione per la lingua e la cultura latina, facendo comprendere che esse permettono a tutti gli studenti senza alcuna distinzione di intendere meglio la cultura contemporanea e di accedere a mondi di grande fascino.

All’interno di questa prospettiva il LEL aspira a comunicare e rafforzare la consapevolezza della relazione storica che lega la lingua italiana a quella latina e a rendere evidente come il latino costituisca un’eredità condivisa e un elemento di continuità tra le diverse culture europee…

Tramite il LEL si punta a rafforzare la conoscenza del lessico delle lingue oggetto di studio e in particolare della lingua italiana, ad
acquisire maggiore consapevolezza del significato delle parole, approfondendone la semantica e a preparare gli studenti a una migliore conoscenza della grammatica e della sintassi della lingua italiana a partire dalla base grammaticale latina.

Lingua inglese

Si confermano le motivazioni e le finalità delle precedenti indicazioni, con una accentuazione dell’importanza della cultura inglese. Apprendere le forme e le strutture dell’inglese permette un allargamento di visione generale, di mentalità, di flessibilità, di capacità di resilienza e adattamento al nuovo, di relazionalità, di empatia e di autoriflessione metacognitiva. Attraverso la didattica della lingua straniera, si sviluppano e potenziano le rappresentazioni linguistiche e di pensiero, i processi e le categorizzazioni generali, quindi un modello di approccio globale al Sé, all’Altro e al Mondo.

Apprendere questa lingua risponde a esigenze comunicative di natura pratica, ma permette anche di conoscere le letterature e le altre espressioni culturali in lingua inglese, dal cinema, al teatro, alla musica. Essendo poi strumento privilegiato nella diffusione accademica, l’inglese è la principale chiave di accesso all’informazione scientifica.

Una finalità essenziale dell’insegnamento dell’inglese è quella di sensibilizzare gli studenti all’importanza dell’interculturalità e della comprensione reciproca tra i popoli.

Seconda lingua comunitaria

L’apprendimento di una nuova lingua aiuta a sviluppare capacità come la memoria, la concentrazione, la risoluzione di problemi e il pensiero critico, con una migliore flessibilità cognitiva. La formazione plurilingue favorisce inoltre una maggiore apertura e comprensione delle diverse culture, in quanto consente di entrare in contatto con differenti visioni del mondo, tradizioni e storie, contribuendo a sviluppare empatia, rispetto e capacità di interazione e mediazione verso individui e contesti di cultura altri e/o multiculturali, una qualità fondamentale in una società orientata all’inclusione, ma anche di valutare e comprendere meglio le proprie culture di provenienza, in dialogo con quelle che si esprimono anche in lingue diverse.

L’educazione plurilingue e multiculturale non è dunque solo una risorsa per la comunicazione e per vari ambiti operativi ma una strategia per preparare le nuove generazioni a essere cittadini globali, capaci di muoversi in un mondo sempre più complesso e interdipendente.

Allo studio di una lingua devono affiancarsi approfondimenti socio-culturali per specifiche lingue di studio. Tra i suggerimenti per i docenti si propongono alcune strategie didattiche chiave, suddivise per metodologia.

Storia

Solo l’Occidente conosce la Storia. Ha scritto Marc Bloch: “I greci e i latini, nostri primi maestri, erano popoli scrittori di storia. Il cristianesimo è una religione di storici”. ..Altre culture, altre civiltà hanno conosciuto qualcosa che alla storia vagamente assomiglia, come compilazioni annalistiche di dinastie o di fatti eminenti succedutisi nel tempo, non dando vita ad alcuno sviluppo;” … ” quindi non segnando in alcun modo la propria cultura così come invece la dimensione della Storia ha segnato la nostra.

La Storia consiste nel pensare i fatti. Nel pensarli nella loro origine, nei loro nessi, nelle loro conseguenze. E d’altro canto pensare la loro origine non vuol dire certo solamente indagare chi ne è stato materialmente il protagonista e le sue personali motivazioni.
Vuol dire anche questo: ma vuol dire specialmente indagare le cause più o meno remote che è ragionevole immaginare siano state indirettamente la causa di quanto è accaduto.

Lo specifico modo di osservare e raccontare la realtà che chiamiamo storia risale perlomeno al V secolo a.C. – in particolare all’opera fondamentale di due autori greci, Erodoto e Tucidide: ed immensa è stata la sua importanza. Quel tipo di osservazione e di racconto, arricchito dall’esperienza della storiografia romana (si pensi esemplarmente a Tito Livio o a Tacito), ha definito alcune caratteristiche basilari con cui la cultura occidentale da allora in avanti si è abituata a giudicare e narrare i fatti riguardanti le collettività umane. La storia ha avuto sin dall’antichità uno strettissimo rapporto con la politica.

Tali caratteristiche erano destinate ad essere vieppiù rafforzate e precisate in conseguenza dell’avvento del Cristianesimo, che segna un punto di non ritorno. Si cancellava per sempre l’idea (nell’antichità largamente dominante) circa una presunta ciclicità della storia. Dopo la venuta di Cristo la storia umana acquistava il senso della speranza.
Si affermò così l’idea di una storia dal tempo lineare avente un fine eminentemente positivo quale la salvezza. Un fine positivo che, grazie al processo di laicizzazione che la cultura occidentale comincerà a conoscere dal Seicento, muterà la propria natura cessando di essere quello della salvezza ultraterrena per divenire il fine del progresso.

La storia è dunque strumento principe per la conoscenza dei meccanismi che governano le società, per comprendere come si dispongono gli interessi dei diversi gruppi sociali, che cosa li muove, come essi si muovono entro le reti istituzionaliL’esistenza e la vita delle nazioni, delle grandi ideologie moderne e dei loro partiti, è dalla storia e dalla sua conoscenza che hanno tratto ispirazione e alimento decisivi.
La storia ha rappresentato l’alimento decisivo che nel corso della modernità ha dato al pensiero italiano quella caratteristica assolutamente sua e peculiare che un filosofo ha chiamato “pensiero vivente”. Per un Paese come il nostro dove lo “storicismo” – vale a dire l’affermazione circa il carattere storico di ogni conoscenza umana e l’assorbimento nella dimensione della prassi di ogni significato o prodotto della conoscenza stessa – vuoi nella sua versione idealistica crociana che in quella dell’attualismo di Giovanni Gentile, vuoi nella versione marxista di Antonio Gramsci, ha influenzato in misura decisiva l’intero corso del Novecento.

La storia ha un ruolo cruciale nei curricula scolastici. La storia costituisce il principale strumento tanto per conoscere come si è formata la nostra civiltà, per comprenderne le caratteristiche di fondo e i valori, che per inquadrare al tempo stesso le vicende della scena mondiale e i rapporti di questa con l’Occidente. Ma si è sempre accompagnata anche a un giudizio morale su quanto era oggetto del suo racconto...
Ha contribuito alla nostra comprensione del mondo ma anche alla stessa nostra consapevolezza del bene e del male.

Obiettivo del suo insegnamento, in ogni ordine di studi, è dunque principalmente quello di dare ai discenti la consapevolezza che la dimensione esistenziale del “qui” e “ora” a cui essi appartengono non si esaurisce nella contemporaneità. All’opposto, tale dimensione costituisce, da un lato, l’esito delle vicende vissute dagli uomini che ci hanno preceduto nel corso dei secoli; dall’altro, costituisce una tappa del percorso che intraprenderanno le generazioni attuali diventando così storia a loro volta.

Nella scuola primaria sembra poi necessario che l’insegnamento abbia al centro la dimensione nazionale italiana, sia al fine di far maturare nell’alunno la consapevolezza della propria identità di persona e di cittadino, sia al fine di favorire l’integrazione di giovani provenienti da altre culture, integrazione che dipende anche, in modo determinante, dalla conoscenza dell’identità storico-culturale del paese in cui ci si trova a vivere.

Non appare indispensabile, nell’ultimo biennio della scuola primaria, svolgere un programma articolato che proceda dalla preistoria alla storia antica, soffermandosi su tutti gli snodi fattuali delle età greca e romana. È invece necessario che fin dall’inizio venga acquisita una conoscenza – anche elementare, purché correttamente impostata – di eventi, personaggi, quadri cronologici e processi storici delle epoche più antiche.

Nelle precedenti indicazioni La storia generale nella scuola primaria è deputata a far scoprire agli alunni il mondo storico mediante la
costruzione di un sistema di conoscenze riguardanti quadri di civiltà o quadri storico sociali senza tralasciare i fatti storici fondamentali.
è importante sottolineare l’importanza, a partire dalla scuola primaria, dell’apprendimento della storia centrato su temi che riguardano l’insieme dei problemi della vita umana sul pianetaLe conoscenze prodotte dagli storici, innumerevoli e in continuo accrescimento, sono sottoposte a revisione continua a seconda del mutare dei rapporti tra presente e passato e della continua reinterpretazione delle fonti. La scuola tiene conto di questo e, in modo via via più accurato, in relazione alle diverse età e alle capacità cognitive degli alunni, progetta percorsi didattici che approfondiscono la conoscenza della storia e l’attenzione alle diverse fonti.

Nuove indicazioni: Anziché mirare all’obiettivo, del tutto irrealistico, di formare ragazzi (o perfino bambini!) capaci di leggere e interpretare le fonti, per poi valutarle criticamente magari alla luce delle diverse interpretazioni storiografiche, è consigliabile percorrere una via diversa. E cioè un insegnamento/apprendimento della storia che metta al centro la sua dimensione narrativa in quanto racconto delle vicende umane nel tempo. La dimensione narrativa della storia è di per sé affascinante e tale deve restare nell’insegnamento, svincolato da qualsiasi nozionismo così come da un inutile ricorso a “grandi temi”, disancorati dall’effettiva conoscenza degli eventi.

Non è pertanto necessario che i discenti imparino tutto ciò che di più o meno notevole è avvenuto in ciascuna epoca, bensì che apprendano quanto è stato davvero determinante, in primo luogo nella vicenda storica italiana. Che sappiano elaborare e connettere logicamente le loro conoscenze, esprimerle con appropriata capacità di verbalizzazione. Infine va ricordato che l’insegnamento della storia deve servire a comprendere come la realtà sociale e politica non sia mai descrivibile in bianco e nero. Essa è invece caratterizzata costantemente da contraddizioni e complessità. Riconoscere ciò è essenziale anche per comprendere il presente e quindi è un invito a evitare ogni faziosità e a mostrarsi capaci di ascoltare e comprendere le ragioni degli altri.

Gli obiettivi generali dell’insegnamento della storia perseguiti nel corso del primo ciclo sono i seguenti: comprendere e collocare eventi storici nel tempo e nello spazio utilizzando strumenti come la linea del tempo; riconoscere i principali contesti storici, culturali, sociali e geografici collegati agli eventi studiati; possedere competenze narrative e logiche, al fine di organizzare in modo conseguente le conoscenze storiche e verbalizzarle con chiarezza; conoscere le molteplici radici e i diversi apporti riguardanti l’identità storica dell’Italia; favorire attraverso la storia la comprensione della diversità delle culture; stimolare curiosità e interesse per la ricostruzione storica degli eventi anche in funzione della comprensione del presente.

Nei suggerimenti per i docenti si invita l’insegnante a ricorrere nella sua esposizione al coinvolgimento anche emotivo e sentimentale
dei giovani allievi, facendo uso di episodi particolari anche aneddotici (per la storia romana, ad esempio, il sacrificio di Muzio Scevola o l’apologo di Menenio Agrippa) o facendo ricorso a fonti particolarmente suggestive (ad esempio, una novella di Boccaccio sulla vita quotidiana nel comune, la pagina della Storia d’Italia di Guicciardini sul modo nuovo di combattere dei francesi guidati da Carlo VIII in Italia, qualche lettera di soldati italiani nella prima guerra mondiale o di partigiani durante la Resistenza).

La ripartizione delle conoscenze storiche per livelli scolastici resta sostanzialmente la stessa delle precedenti indicazioni: alla scuola primaria, a partire dalla classe terza, sono assegnate le conoscenze storiche che riguardano il periodo compreso dalla comparsa dell’uomo alla tarda antichità; alla scuola secondaria le conoscenze che riguardano il periodo compreso dalla tarda antichità agli inizi del XXI secolo.

Ma i contenuti assegnano uno spazio largamente prevalente alla storia europea e degli Stati Uniti per una precisa ragione. Occorre rinunciare preliminarmente all’ambizione enciclopedica di parlare della storia universale, che vorrebbe dire necessariamente occuparsi un poco, o pochissimo, di ogni cosa. Per contro tali finalità implicano la centralità della storia occidentale, ed europea in particolare, storia che ha rappresentato in misura decisiva il contesto in cui affonda le sue radici la secolare vicenda italiana.

Per le classi prima e seconda primaria si propongono:

I anno
Le radici della cultura occidentale attraverso alcune grandi narrazioni: p. es. Bibbia, Iliade, Odissea, Eneide (in forma molto semplificata); La mia città, paese, quartiere; L’Italia: sua raffigurazione geografica, ricerca sulla carta geografica dei luoghi conosciuti dagli alunni e delle città principali, il mare, la montagna, la campagna, nell’esperienza degli alunni.

II anno
L’Italia come sistema ecologico ed ecostorico complesso e frutto della storia; La nascita dell’Italia: da molti Stati regionali una sola nazione libera e indipendente; Mameli e l’inno nazionale (spiegazione del contenuto), poesie, canti e racconti del Risorgimento (p. es.: gli incarcerati nello Spielberg, le cinque giornate di Milano, i martiri di Belfiore, “La piccola vedetta lombarda”, Anita Garibaldi, i Mille); Monarchia o Repubblica: due modelli politici (spiegati in modo elementare); Essere cittadini: la Costituzione, i diritti, le elezioni, le tasse; il tuo comune.

Geografia

Ci sono vari punti sostanzialmente simili tra vecchie e nuove indicazioni: il primo incontro con la disciplina deve avvenire attraverso un approccio attivo all’ambiente circostante e attraverso l’esplorazione diretta; è tendenzialmente rivolta al futuro; si muove dalla dimensione locale a quella planetaria; la presenza della geografia nel curricolo contribuisce a fornire gli strumenti per formare persone autonome
e critiche, che siano in grado di assumere decisioni responsabili nella gestione del territorio e nella tutela dell’ambiente, con un consapevole sguardo al futuro.

Le indicazioni 2012 insistono di più sugli aspetti multiculturali, a partire dalla presenza a scuola di alunni di ogni parte del mondo; Le Nuove indicazioni evidenziano le relazioni con la storia e le scienze sociali; la possibilità di osservare la realtà da punti di vista diversi.

Le Nuove Indicazioni parlano di intelligenza naturalistica, una competenza che permette di entrare in connessione profonda con gli esseri viventi non umani e di apprezzare l’impatto positivo che questa relazione ha sulle persone e sull’ambiente; la geografia è la scienza sociale che maggiormente dà valore al ruolo dell’ambiente naturale; permette ad esempio di cogliere, superando la logica economico-finanziaria, il valore della globalizzazione nella prospettiva dell’agire localmente pensando all’interesse di tutti e del pianeta. promuove un approccio di tipo sistemico, utilizzando la natura relazionale del sapere geografico come chiave ermeneutica per la lettura e la comprensione della complessità̀ della realtà̀, prendendo significativamente le distanze da una logica di tipo causale che sul piano didattico porta a ridurre tale complessità̀ a nessi di causa-effetto e a una struttura delle conoscenza di impronta deterministica.

Istruzione integrata STEM

L’educazione tecnico-scientifica, arricchita da un approccio integrato e interdisciplinare, rappresenta una risorsa strategica per formare cittadini capaci di interpretare il presente e di progettare il futuro.
Il metodo laboratoriale, l’interdisciplinarità e l’aggiornamento delle Linee guida STEM sono gli strumenti chiave per raggiungere questo obiettivo e costituiscono i punti di forza e di novità proposti nelle Nuove Indicazioni.

Le Nuove Indicazioni nazionali costituiscono un aggiornamento delle precedenti che recepisce le nuove direttive sull’insegnamento delle materie scientifiche e tecnologiche e della matematica (“Linee guida sull’insegnamento delle materie STEM”, D.M.184, 15/9/2023), in coerenza con la normativa vigente.

Nelle Indicazioni nazionali del 2012 era già previsto l’uso di software e tecnologie digitali, ma l’evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha reso possibile l’adozione di approcci innovativi, soprattutto nelle discipline STEM.

Gli aspetti innovativi degli obiettivi di apprendimento rispetto a quelli del 2012 possono essere riassunti nei seguenti punti:
Introduzione dell’informatica fin dalla scuola primaria, Visione integrata delle discipline scientifiche, Didattica basata su esperimenti laboratoriali, Maggiore attenzione verso tematiche di educazione civica.

Matematica

Alla matematica si affianca la disciplina di informatica. Secondo la Meccanica Quantistica, la Matematica è intrinsecamente legata alla realtà che ci circondaLa Matematica è … un linguaggio formale capace di distinguere il vero dal falso. Il Teorema di Pitagora, ad esempio, era vero 2500 anni fa, è vero oggi e lo sarà per l’eternità. Abituare lo studente, e quindi il cittadino di domani, a ragionare e a distinguere fra vero e falso, è senza dubbio una delle competenze più rilevanti e attuali di questa disciplina, in una società come quella di oggi, basata sui social network. dove le notizie giungono senza filtri, se non manipolate.

La Matematica, inoltre, è una disciplina trasversale. È presente in tutte le scienze ed è la base per l’Informatica…è trasversale anche nelle materie artistiche e umanistiche. ..in letteratura, l’opera più importante, la Divina Commedia di Dante, si poggia anch’essa sulla Matematica e sui numeri (le tre cantiche, con 33 canti ciascuna, le tre fiere, i nove gironi, i nove cieli, e così via).

A tal proposito è necessario chiarire che “digitale” si riferisce alla rappresentazione di un dato mediante un simbolo che corrisponde direttamente al valore, mentre “informatico” si riferisce alla capacità di elaborazione automatica dei dati resa possibile dai metodi e dalle teorie dell’Informatica, che è una disciplina scientifica.

La Matematica contribuisce, insieme con tutte le altre discipline scientifiche-tecnologiche, alla crescita intellettuale e culturale del cittadino, in modo da consentirgli di partecipare alla vita sociale con consapevolezza e capacità critica.

Come nelle Indicazioni precedenti si precisa che, lungi dall’essere meramente un bagaglio di nozioni astratte, la Matematica deve favorire lo sviluppo di competenze trasversali.

Tecnologia

Lo studio della tecnologia è, insieme allo studio della scienza, uno strumento insostituibile per sviluppare capacità critica, soddisfare e alimentare la curiosità nei confronti dei fenomeni naturali e artificiali, sviluppare logiche di progettualità concrete e maturare la consapevolezza del ruolo delle tecnologie nei contesti sociali ed economici di qualsiasi scala, da quella familiare a quella globale, consentendo al singolo di comprendere la propria natura di “homo faber”.

Rispetto alla Indicazioni precedenti si accentua il ruolo delle tecnologie informatiche. I nuclei fondanti ‘vedere, osservare e sperimentare’, ‘prevedere, immaginare e progettare’, ‘intervenire, trasformare e produrre’ sono ancora attuali ma vanno integrati anche in ragione dell’apporto che le tecnologie informatiche possono dare alla formazione scolastica.

Scienze

Come nelle Indicazioni precedenti si sottolinea il carattere interdisciplinare e laboratoriale delle scienze. L’educazione scientifica è inoltre uno strumento imprescindibile per formare cittadini consapevoli e in grado di prendere decisioni informate su temi di rilevanza globale, come il cambiamento climatico, la sostenibilità delle risorse e le implicazioni etiche delle innovazioni biotecnologiche. La capacità di distinguere tra informazioni basate su evidenze e semplici opinioni è fondamentale in un’epoca in cui la comunicazione scientifica e la disinformazione si intrecciano.

L’insegnamento delle Scienze nel primo ciclo di istruzione è caratterizzato da un approccio intrinsecamente interdisciplinare, attento al ruolo della creatività e dell’immaginazione e aperto agli ambiti artistici e musicali, volto a stimolare l’interesse e la curiosità verso l’esplorazione, lo studio, e la comprensione dei fenomeni naturali, delle modalità di vita animali e vegetali; della organizzazione generale del corpo umano, con particolare riguardo agli organi di senso; della struttura dei minerali.

Gli ambienti digitali di apprendimento favoriscono la personalizzazione dell’insegnamento, offrendo materiali interattivi, simulazioni ed esercizi di autovalutazione.

Musica

Come nelle precedenti Indicazioni si sottolineano le due dimensioni di produzione e fruizione consapevole. La premessa di Uto Ughi sottolinea che l’educazione musicale nelle scuole è un elemento fondamentale per la formazione integrale dei giovani e per la conservazione del nostro patrimonio culturale. È essenziale riconoscere l’importanza della musica e garantire a tutti gli studenti un’educazione musicale di qualità. Solo così potremo assicurare che le future generazioni non siano private del piacere e dei benefici che la musica può offrire, e allo stesso tempo che il nostro straordinario patrimonio musicale continui a vivere e a prosperare.

Si accentua il carattere di centralità e verticalità della musica: Va insegnata e fatta apprendere sin dai primi passi della scolarizzazione perché non si può amare ciò che non si conosce. Un’educazione musicale appropriata dovrebbe iniziare sin dai primi istanti di vita, persino durante la gestazioneIl primo incontro di un bambino con la musica dovrebbe avvenire con il canto, modello di ogni strumento. Ogni scuola dovrebbe organizzare un coro. La scuola italiana con le Nuove Indicazioni ambisce ad un progetto, quello di un’educazione musicale per tutti e al rafforzamento della conoscenza, descrizione e interpretazione di opere d’arte musicali in diversi contesti storico culturali. La revisione delle Indicazioni è stata realizzata seguendo un’ottica verticale, con l’obiettivo di valorizzare la musica sin dalla scuola primaria e di accompagnare lo studente lungo tutto il suo percorso educativo. Un’attenzione particolare va data all’esperienza diretta con la musica: l’ascolto guidato, il contatto con i musicisti, la partecipazione a concerti e attività laboratoriali permettono agli studenti di sviluppare una consapevolezza più profonda del patrimonio musicale.

Strumento musicale

I percorsi a indirizzo musicale nella scuola secondaria di primo grado sono normati dal Decreto Interministeriale 01/07/2022 n. 176, di cui le Nuove Indicazioni nazionali recepiscono la parte ordinamentale, che resta immutata, e prevedono la modifica dell’ALLEGATO A – Indicazioni nazionali per l’insegnamento di strumento musicale nei percorsi a indirizzo musicale delle scuole secondarie di primo grado.

L’educazione musicale strumentale affina inoltre una profonda sensibilità estetica e la capacità di un ascolto attento e partecipe, sviluppando l’abilità di riconoscere e analizzare gli elementi costitutivi del linguaggio musicale in contesti culturali e stilistici diversificati. Parallelamente, la pratica d’insieme diventa un’occasione privilegiata per insegnare la socializzazione e il lavoro cooperativo, valori imprescindibili per la costruzione di relazioni interpersonali positive e per il raggiungimento di obiettivi comuni. La partecipazione a ensemble strumentali offre agli studenti l’opportunità di apprendere l’importanza del rispetto reciproco e della condivisione, elementi fondamentali per qualsiasi contesto sociale. Attraverso l’improvvisazione e l’interpretazione creativa, lo studio dello strumento musicale stimola il pensiero divergente e la capacità di problem solving, contribuendo così a sviluppare una mente flessibile e aperta all’innovazione.

Lo studio dello strumento musicale si propone di educare lo studente in modo integrale, offrendo occasioni per crescere come individuo e come cittadino del mondo, capace di apprezzare la diversità culturale, esprimere sé stesso e contribuire positivamente alla società attraverso il linguaggio universale della musica.

Arte e Immagine

Le indicazioni 2012 e 2025 hanno in comune la salvaguardia del patrimonio artistico e l’acquisizione di una personale sensibilità estetica.

Per le indicazioni 2012 la disciplina contribuisce così in modo rilevante a far sì che la scuola si apra al mondo, portandola a confrontarsi
criticamente con “la cultura giovanile” e con le nuove modalità di apprendimento proposte dalle tecnologie della comunicazione. Per le nuove Indicazioni la disciplina… alfabetizza così gli allievi a una libertà autonoma di comprensione ed espressione, di sé e delle cose, che supera l’ambito specifico delle arti e si riverbera in questo modo su ogni sapere, oltre ogni rigida codifica.

La disciplina di Arte e Immagine appartiene – insieme a Musica – all’ambito formativo dedicato ai saperi estetici... Questi saperi… vivono di simboli, metafore, allusioni, valorizzando della cultura gli aspetti più irrazionali, indefiniti, emozionali e poetici delle facoltà umane, aspetti intimi spesso inesprimibili a parole e che trovano espressione nelle immagini e nell’immaginazione creativa.

L’insegnamento di Arte e Immagine intreccia saperi estetici e tecnici per favorire nei bambini lo sviluppo delle potenzialità espressive e creative, valorizzando la loro predisposizione al racconto simbolico e introducendo tecniche artistiche specifiche. La disciplina alfabetizza al linguaggio visivo tradizionale e contemporaneo e sensibilizza al patrimonio culturale italiano, radicando un senso di cittadinanza attiva e responsabile.

Ed. Motoria – Ed. Fisica

Le indicazioni precedenti e nuove sottolineano gli aspetti più trasversali della disciplina: conoscenza e la consapevolezza della propria identità corporea, stare bene con se stessi, controllare le proprie emozioni, educazione integrata, lo sport come cooperazione e occasione di incontri, la cultura sportiva.

Le nuove Indicazioni abbracciano chiaramente questa prospettiva interdisciplinare, accogliendo gli approfondimenti provenienti da diverse discipline scientifiche e dagli studi sulla corporeità in ambito motorio e sportivo, come quelli relativi all’embodiment, alle funzioni esecutive, alla motivazione, autoefficacia e piacere del movimento. Propongono un percorso di apprendimento continuo declinato in cinque dimensioni interconnesse che accompagnano longitudinalmente il curriculo: la dimensione dei comportamenti e degli stili di vita attivi e sani, la dimensione motoria, quella cognitiva, quella sociale e quella emotivo-relazionale.

L’educazione motoria e fisica, ragionata sul paradigma della complessità, trasforma radicalmente le concezioni pedagogiche e didattiche delle scienze motorie e sportive assumendone il carattere tendenzialmente non lineare e sistemico superando così le letture analitiche e riduzionistiche e offrendo all’insegnamento dell’educazione motoria e fisica a scuola direzioni intenzionali per emanciparsi da un approccio meramente tecnico-addestrativo.

Le indicazioni interrogano, altresì, il rapporto tra i tempi, gli spazi scolastici e il corpo nell’ottica di una valorizzazione della corporeità anche al di fuori delle ore disciplinari. Il suggerimento di pause e intervalli attivi, l’incentivazione della mobilità scolastica attiva, la valorizzazione dell’outdoor education in ambiente urbano e naturale, la figura dell’activity manager scolastico, la fertile relazione con le altre discipline, configurano una dimensione di scuola “attiva” che promuove benessere e salute anche attraverso il movimento.


Primo commento

Le Nuove Indicazioni riprendono diversi principi dalle indicazioni 2012, come i concetti di centralità della persona, comunità educante, nuovo umanesimo, inclusione, art. 3 della costituzione e Raccomandazioni europee, cultura della valutazione, anche se alcune interpretazioni non sono del tutto simili; insiste maggiormente sulla funzione modello del docente, sull’importanza della scrittura e la correlazione fra saper scrivere e saper concettualizzare, sul bene incommensurabile della libertà, sulle culture educative, sul ruolo fondamentale della famiglia.

Il documento 2012 insiste a più riprese sull’uomo planetario, ossia l’esercizio consapevole di una cittadinanza nazionale, europea e planetaria, formare cittadini italiani… dell’Europa e del mondo; rivitalizzare gli aspetti di più intensa creatività della nostra tradizione; curare la linea formativa verticale, lungo l’intero arco della vita, ed orizzontale con le altre agenzia educative, famiglia in primis; cogliere gli aspetti essenziali dei problemi.

La diversa datazione dei documenti si nota per:
– le raccomandazioni europee, che sono del 2018 per il documento più recente e del 2006 per il documento del 2012, anche se le differenze non sono così sostanziali;
– I diversi riferimenti alla tecnologia, che veniva vista come una grande opportunità e una frontiera decisiva per la scuola e che oggi, con la presenza dell’AI, viene trattata con maggiore preoccupazione;
– Le modifiche curricolari, che hanno riguardato Istruzione integrata STEM nel primo ciclo di istruzione e i servizi introdotti dal Sistema integrato “zerosei” nella scuola dell’infanzia, non pesistenti nel 2012 (Il D.Lgs. n.65/2017 ha introdotto il Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita ai 6 anni a cui si rivolgono le Linee pedagogiche per il Sistema integrato “zerosei”, approvate con Decreto Ministeriale n. 334 del 22 novembre 2021).

Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia entrambi i documenti fanno riferimento ai campi di esperienza introdotti dagli Orientamenti dell’attività educativa nelle scuole materne statali (Decreto Ministeriale 3 giugno 1991)

La maggiore differenza tra i due documenti si ritrova nella declinazione delle discipline. Le indicazioni 2025 introducono una premessa culturale disciplinare su perché si studia e le finalità dell’insegnamento e tre suggerimenti finali, denominate traiettorie per l’innovazione concernenti conoscenze, metodologie, moduli interdisciplinari di apprendimento, ipotesi di ibridazione tecnologica del curricolo verticale, nel massimo rispetto dell’autonomia e della creatività degli insegnanti e della collegialità del processo decisionale scolastico. I traguardi di sviluppo delle competenze e obiettivi di apprendimento al termine della classe terza e quinta primaria e al termine della classe terza di scuola secondaria di primo grado sono rimasti comuni.

Il documento 2012 è decisamente meno particolareggiato nei contenuti ed indica solo alcuni principi metodologici, lasciando per il resto alla autonomia degli insegnanti e alla progettualità degli organi collegiali.

Il modello di Indicazioni adottato dal 2005 al 2018, ai sensi dell’art. 8 e 4 del Regolamento DPR 275/99, è stato ampliato e reinterpretato nel 2025. Si tratta pur sempre di suggerimenti, nel massimo rispetto delle autonomie, sia pure non indicati dal Regolamento (cfr: articolo).

Conoscere più a fondo il Paese nel quale i ragazzi vivono e la lingua nella quale si esprimono pare essere un motivo ricorrente di tante discipline.

Per quanto riguarda l’italiano, lo studio riguarda la lingua e la letteratura. Lo scopo dell’insegnamento della letteratura, nel primo ciclo scolastico, è fare in modo che gli studenti prendano gusto alla lettura, e che da ciò che leggono ricavino gli strumenti per capire meglio sé stessi e il mondo. Letteratura è un modo per conoscersi, trovando nei pensieri, nelle emozioni e nei desideri che gli scrittori del passato hanno saputo tradurre in parole la traccia di un’umanità comune (e quindi anche per non sentirsi soli nel proprio percorso di crescita), e un modo per imparare a stare nel mondo con consapevolezza, cioè per stabilire relazioni significative, di collaborazione, rispetto, fraternità, con coloro che ci circondano. I testi, opportunamente selezionati alla luce del grado di maturità degli studenti, apparterranno al patrimonio letterario italiano e straniero; una parte cospicua delle letture degli studenti dovrà avere per oggetto opere della tradizione culturale italiana.

L’inglese non viene solo considerato come strumento di comunicazione pratica, ma anche come mezzo di accesso a contenuti culturali e letterari. In questa fase, gli studenti sono guidati nella riflessione comparativa tra la loro lingua madre e la lingua straniera, grazie a un approfondimento delle strutture grammaticali e lessicali e a un progressivo avvicinamento a testi autentici. Lo stesso vale anche per la seconda lingua.

La geografia è servita nel passato a “fare gli italiani”. Oggi ha il compito di allargare lo sguardo sul mondo, per abbracciare l’idea di essere parte di relazioni e legami a più scale, da quella locale a quella planetaria. Oltre a competenze comunicative geo-grafiche e digitali, le competenze di cittadinanza, la conoscenza della Costituzione italiana e l’educazione ambientale restano tra i punti focali dell’insegnamento della geografia nel primo ciclo. L’educazione ambientale aiuta a sviluppare l’intelligenza naturalistica, una competenza che permette di entrare in connessione profonda con gli esseri viventi non umani e di apprezzare l’impatto positivo che questa relazione ha sulle persone e sull’ambiente.

In tutti i gradi di scuola l’insegnamento della geografia deve contribuire in maniera sostanziale a una conoscenza più̀ approfondita dell’Italia e dei suoi cambiamenti, allargandosi negli ultimi due anni della primaria, alla scala europea e mondiale.

La Matematica è presente in tutte le scienze ed è la base per l’Informatica, materia fondamentale per affrontare con consapevolezza un mondo sempre più digitale e sempre meno fisico. Rispetto alle precedenti indicazioni, che pure accennavano all’informatica, si riconosce un percorso formativo specifico. Inoltre l’apporto dell’informatica è trasversale ad altre discipline, come tecnologia, scienze, musica, ed. fisica.

La Musica ha ritrovato una sua centralità nella revisione delle Indicazioni e deve essere una educazione di qualità. Il maestro Uto Ughi ribadisce l’importanza della conservazione del grandissimo patrimonio musicale italiano, un patrimonio musicale di inestimabile valore, con compositori e interpreti che hanno segnato la storia della musica classica.

Dell’ambito formativo dedicato ai saperi estetici fa parte la disciplina di Arte e Immagine. Non è un caso che le religioni, come sistemi di rappresentazione del mondo interiore, si siano per lo più espresse e condivise – soprattutto in Occidente – attraverso l’arte, figurativa ma anche poetica o musicale, come accade in molte culture non occidentali. Anche per l’arte c’è un grandissimo patrimonio italiano.

Nell’educazione motoria i docenti si introduce la figura dell’activity manager per promuovere stili di vita attivi, movimento e sport sia tra i bambini che tra il personale scolastico anche in collaborazione con le famiglie.

Le critiche maggiori sono politiche, per diverse puntualizzazioni, definite “ideologiche”, inserite nel lungo documento. La disciplina dove si concentrano maggiormente è la storia. A partire dalla frase iniziale: Solo l’Occidente conosce la Storia. Il tema della storia germogliato nella cultura occidentale viene ripreso più volte. Mentre nelle Indicazioni 2012 si ricordano gli aspetti storici principali, nelle nuove indicazioni c’è una rilettura dei passaggi storici principali della storia europea e italiana, che si conclude con l’influenza che nel novecento italiano ha avuto lo storicismo, nelle versioni di Croce, Gentile e Gramsci.

Sono contestate le Indicazioni 2012 per due motivi: l’obiettivo irrealistico di formare i ragazzi, anche piccoli, alla interpretazione delle fonti e che i discenti imparino tutto ciò che di più o meno notevole è avvenuto in ciascuna epoca. E’ proposta una via diversa: bisogna porre al centro la dimensione narrativa che è di per sé affascinante e tale deve restare nell’insegnamento, e bisogna focalizzare l’attenzione sui fatti davvero determinanti, in primo luogo nella vicenda storica italiana. Bisogna abbandonare l’ambizione enciclopedica di parlare della storia universale, che vorrebbe dire necessariamente occuparsi un poco, o pochissimo, di ogni cosa. Tra gli obiettivi generali dell’insegnamento, è inserito conoscere le molteplici radici e i diversi apporti riguardanti l’identità storica dell’Italia.

Tutto questo naturalmente ha una immediata ricaduta sulle conoscenze, scandite anno per anno. Hanno suscitato qualche perplessità in particolare le narrazioni e i racconti dei primi due anni.

La conoscenza di alcuni fatti e processi salienti risulta imprescindibile nella formazione di ogni individuo mediamente acculturato. Nella scuola primaria, non occorre svolgere un programma articolato che proceda dalla preistoria alla storia antica, soffermandosi su tutti gli snodi fattuali delle età greca e romana. È invece necessario che fin dall’inizio venga acquisita una conoscenza – anche elementare, purché correttamente impostata – di eventi, personaggi, quadri cronologici e processi storici delle epoche più antiche. Ciò vale soprattutto per l’epoca in cui si sviluppò la civiltà greco-italico-romana… Nella scuola secondaria di primo grado i contenuti assegnano uno spazio largamente prevalente alla storia europea e degli Stati Uniti per una precisa ragione. La storia occidentale, ed europea in particolare, ha rappresentato in misura decisiva il contesto in cui affonda le sue radici la secolare vicenda italiana. Contesto solo intendendo il quale si può capire il processo di formazione della nostra cultura e delle nostre istituzioni democratiche.

Tra i suggerimenti didattici per i docenti si precisa che per favorire la capacità di orientarsi nella ‘linea del tempo’ e di comprendere almeno alcune semplici periodizzazioni, già nell’ultimo biennio della scuola primaria appare necessario promuovere la conoscenza e la memorizzazione di date, fatti, personaggi, anche tramite esercizi da svolgere collettivamente. Una volta acquisiti tali contenuti fondanti, gli alunni saranno guidati a riconoscere i rapporti di causa-effetto e di interrelazione tra eventi, processi e fenomeni. In questa prospettiva, sarà fondamentale privilegiare, da parte dell’insegnante, la dimensione della narrazione, particolarmente efficace in questa età di formazione. Non abbia timore l’insegnante di ricorrere nella sua esposizione al coinvolgimento anche emotivo e sentimentale dei giovani allievi, facendo uso di episodi particolari anche aneddotici, che fanno ancora parte della cultura del nostro paese (per la storia romana, ad esempio, il sacrificio di Muzio Scevola o l’apologo di Menenio Agrippa). Così come non escluda la possibilità di animare la sua lezione invitando gli alunni a comporre testi letterari propri o a sceneggiare un particolare avvenimento storico che sarà poi rappresentato dalla classe.



Data pubblicazione: 12 Marzo 2025 => Ultimo aggiornamento

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Categorie: Approfondimenti, Dirigenti Scolastici, Docenti, Genitori

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